
di Federico Pinto e Simona Sacchi
Nel 1943 Tor San Michele venne occupata dalle truppe tedesche che la utilizzarono come torre di avvistamento. Esse temevano lo sbarco delle forze Alleate sul litorale romano e nel corso della loro ritirata, fecero “terra bruciata” nel nostro territorio. Solo la Chiesa di Regina Pacis non subì lo scempio nemico. Non resistettero alla furia tedesca nemmeno il Pontile, spezzato in due tronconi, né altri edifici come la bellissima rotonda dello stabilimento Roma, la Torre del Collegio Nautico IV Novembre, le rotaie e la Stazione Ferroviaria nell’attuale piazza della Stazione Vecchia, la Torre antiaerea della Caserma Italia. Subirono danni ingenti anche l’idroscalo Carlo del Prete e diversi stabilimenti balneari. L’accesso dall’arenile verso l’entroterra venne ostacolato mediante la costruzione di sbarramenti in cemento.
I tedeschi, inoltre, si prepararono a respingere l’assalto nemico imbottendo di esplosivo gli scantinati delle abitazioni sul lungomare.
Le truppe tedesche presenti intorno a Roma erano costituiti dalle due divisioni che potevano contare su un totale di 25.033 uomini, 71 carri armati, 54 semoventi, 196 tra autoblindo e veicoli blindati, e 165 pezzi d’artiglieria. Oltre al personale in transito verso sud e un numero non elevato di effettivi del personale di polizia, erano presenti solo con due grandi unità, così inquadrate:
XI Corpo d’armata aviotrasportato (generale Kurt Student)
2ª Divisione Paracadutisti (generale Walter Barenthin), schierata nelle vicinanze dell’Aeroporto di Pratica di Mare. La divisione era stata aviotrasportata senza preavviso dalla Provenza immediatamente dopo il 25 luglio 1943 e aveva di fatto assunto il controllo dell’importante scalo aereo immediatamente a sud di Roma.
3ª Divisione Panzergrenadier (generale Fritz-Hubert Gräser), disposta a nord di Roma di fronte alla “Ariete II”, tra Orvieto e il Lago di Bolsena
Si trattava di una unità di recente ricostituzione (giugno 1943, dopo essere stata annientata a Stalingrado), ancora in fase di addestramento e con organici, dotazioni ed equipaggiamenti parzialmente incompleti.
A queste unità va aggiunto il personale di supporto e protezione del Comando tedesco per il Sud Italia del Feldmaresciallo Albert Kesselring sito in villa Torlonia a Frascati, che tuttavia era stato completamente distrutto in un pesante bombardamento aereo alleato eseguito dalle 12:00 alle 14:00 dell’8 settembre 1943 da parte di 130 B-17 statunitensi. Il bombardamento provocò la morte di circa 500 civili e 200 soldati tedeschi, e devastò la storica cittadina, ma lasciò illeso il comandante tedesco e gran parte del suo Stato maggiore.
