1557, il Tevere cambia rotta

di Giulia Alfidi, Martina Ottaiano e Luna Aiello

Le piene del Tevere sono sempre state un problema per la città di Roma.

Secondo la leggenda sulla sua fondazione, il Tevere in piena trasportò la cesta di Romolo e Remo fino al punto in cui la lupa li trovò. Probabilmente il nome “Roma” deriva da Rumon, nome etrusco del Tevere, che vuol dire “città del fiume”.

Nella notte tra il 14 e il 15 Settembre del 1557, a Roma ci fu una grande alluvione. Il Tevere, che fino al XVI secolo attraversava Ostia Antica (Tevere Ostiense), saltò il suo meandro, lasciando un lago semi-lunare detto “fiume morto”. Roma venne sommersa dalle acque; a piazza San Pietro vi era circa un metro e mezzo d’acqua, mentre a Via di Ripetta la piena raggiunse i 18 metri, causando la morte di 3000 persone. La costa avanzò di circa 1750 metri e la dogana venne spostata dal Castello di Giulio II a Tor Boacciana.

L’unico ponte di Ostia: la Scafa

Uno dei ponti più importanti sul Tevere è il ponte della scafa, l’unico a collegare Ostia con Fiumicino

Questo ponte prende il suo nome dalla scafa, una barca senza fondo che veniva legata alle due sponde  del fiume tramite dei paletti ed era usata nelle paludi per spostarsi da una sponda all’altra. Nel 1884 a Roma arrivarono i Ravennati che, tramite questa barca, erano trasportati da Fiumicino ad Ostia per fare la bonifica. La “chiatta” era guidata da un pescatore chiamato Caronte. Il luogo in cui oggi è situato questo ponte era nominato il passo di Caronte o il passo della scafa.

In realtà la prima scafa romana risale al 1700 e si trovava sulla fossa Traniarea (canale di Fiumicino). I soldati che venivano da Fiumicino dovevano prima attraversare il canale per poi poter arrivare a Civitavecchia, zona di interesse commerciale.                    

Lascia un commento

Progetta un sito come questo con WordPress.com
Comincia ora