
di Ludovica Miele e Daniele Di Faostino
Il Tevere è il terzo fiume italiano per lunghezza (dopo Po e Adige) ed è lungo 405 km. Nasce sul monte Fumaiolo in Emilia Romagna e sfocia nel Mar Tirreno. Attraversa varie regioni tra le quali Emilia Romagna, Umbria, Toscana e Lazio. Gli affluenti del Tevere sono: Nera, Aniene, Chiascio, Paglia e Nestore.
La flora del Tevere è molto varia ed è caratterizzata dalle vegetazioni tipiche delle zone umide con lecci, salice bianchi, canne di palude e giunchi.
Per quanto riguarda la fauna abbiamo il falco pescatore, il cigno, l’airone bianco maggiore, l’airone cinerino, il cormorano, la poiana, la garzetta, la nitticora, il martin pescatore, la gallinella d’acqua, la folaga, il pendolino ed il germano reale. Tra i pesci ci sono il persico, la rovella, l’anguilla, il luccio e la carpa. Il Tevere ospita anche rospi, rane, raganelle e bisce.

Tuttavia la plastica sta inquinando il fiume di Roma che ormai è diventato sporco e contaminato. “Le plastiche producono microplastiche che purtroppo stanno facendo morire molti pesci” conferma Alessandro Polinori, responsabile del Centro Habitat Mediterraneo di Ostia. Fortunatamente la Regione Lazio è corsa ai ripari con un progetto sperimentale che prevede l’utilizzo, da alcuni mesi, di barriere galleggianti che bloccano i rifiuti di plastica prima che arrivino al mare.
Il Tevere merita di certo una gita in battello fino alla foce anche per ammirare da vicino un edificio particolare di età medioevale: Tor Boacciana. Essa giace su resti di epoca romana, attribuiti al basamento dell’antico faro di Ostia risalente all’epoca di Traiano. La torre ebbe diversi utilizzi nel tempo: venne restaurata nel XV secolo per essere utilizzata come dogana pontificia fino al 1557, quando, dopo la deviazione del corso del Tevere, la dogana fu trasferita nella magnifica Tor San Michele. Nonostante attualmente possano essere fruite solo dall’esterno, Tor Boacciana e Tor San Michele hanno sicuramente un valore storico importante.
